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Jace Clayton DJ/Rupture

 
 

Jace Clayton è artista e scrittore basato a New York, noto anche per il suo lavoro come DJ/Rupture. Clayton utilizza un approccio interdisciplinare focalizzandosi sulle interazioni fra suono, memoria e spazio pubblico, nelle comunità a basso reddito del sud globale. Uproot: Travels in 21st Century Music and Digital Culture, libro uscito recentemente per Farrar, Straus e Giroux, riassume eccellentemente questa ricerca. Nel 2001 Jace Clayton era un DJ sconosciuto che ha registrato un mix di sessanta minuti utilizzando tre giradischi, pubblicandolo online per condividerlo con gli amici. In poche settimane, Gold Teeth Thief, titolo di quel mix, è diventato il suo biglietto da visita internazionale, portandolo a suonare in situazioni trasversali in tutto il mondo:  da un club di Zagabria a una galleria di Osaka, da un ex bordello di San Paolo all'American Museum of Natural History di New York. Proprio come il mondo della musica ha attraversato turbolentemente la transizione incerta dall'analogico al digitale, lo stesso Clayton si è trovato in prima linea sul fronte degli sconvolgimenti creativi della produzione artistica nel mondo globalizzato del XXI secolo. In più di quindici anni di carriera il dj di New York ha sviluppato uno stile unico e ha convinto pubblico e critica grazie ai suoi set assolutamente sbalorditivi. Eclettico e visionario, Dj Rupture ha alzato il livello del djing mondiale riuscendo a mescolare perfettamente la musica del sud del mondo con la club culture. Il suo chiodo fisso è soprattutto uno: scoprire come il suono si muove attorno al mondo, in che modo le reti tecnologiche ne alternano la struttura e facilitano la circolazione. Il suo libro Uproot: Travels in 21st Century Music and Digital Culture è di fatto una 'visita guidata' in questo spazio culturale che si è aperto recentemente. Con umorismo, intuizione, e competenza, Clayton illumina le connessioni tra una band congolese e la scena indie-rock, Mexican rodeo adolescenziale e techno israeliana, Whitney Houston e le voci robotizzate utilizzate nel Marocco rurale. Un libro che offre una comprensione senza pari della musica nell'era digitale. Fra i progetti più recenti: Sufi Plug Ins, software distribuito gratuitamente, progettato come interfaccia alternativa per creare musica sulla base di concezioni non occidentali del suono; Room 21, composizione per 20 musicisti presentata alla Barnes Foundation a Philadelphia nel 2016; The Giulio Eastman Memorial Cena, performance itinerante per pianoforti a coda, elettronica e voce. Come DJ/Rupture, ha pubblicato diversi album acclamati dalla critica e per 5 anni ha realizzato un programma radiofonico settimanale sulle frequenze di WFMU. Ha collaborato con i registi Jem Cohen e Joshua Oppenheimer, la poetessa Elizabeth Alexander, la cantante Norah Jones, e il chitarrista Andy Moor (The Ex). Dal 2014 è borsista della New York Foundation for the Arts nell'ambito della Nonfiction Literature; nel 2013 riceve il supporto dal Creative Capital Performing Arts, e un premio della Foundation for Contemporary Art di New York. Dal 2013 segue un master nella facoltà di Music/Sound al Bard College. Clayton è stato artist-In-residence al Lower Manhattan Cultural Council, l'Eyebeam Art + Technology Atelier e borsista dello USC Annenberg/Getty Arts Jounalism. Clayton si esibito in quasi 40 paesi, in luoghi indipendenti e istituzioni, musei, università.

www.negrophonic.com   www.jaceclayton.com

Jace Clayton is an artist and writer based in New York, also known for his work as DJ /rupture. Clayton uses an interdisciplinary approach to focus on how sound, memory, and public space interact, with an emphasis on low-income communities and the global South. His book Uproot: Travels in 21st Century Music and Digital Culture was published in 2016 by Farrar, Straus and Giroux. In 2001 Jace Clayton was an unknown DJ who recorded a three-turntable, sixty-minute mix and put it online to share with friends. Within weeks, Gold Teeth Thief became an international calling card, whisking Clayton away to play a nightclub in Zagreb, a gallery in Osaka, a former brothel in Sao Paolo, and the American Museum of Natural History. Just as the music world made its fitful, uncertain transition from analog to digital, Clayton found himself on the front lines of creative upheavals of art production in the twenty-first century globalized world. His book Uproot is a guided tour of this newly-opened cultural space. With humor, insight, and expertise, Clayton illuminates the connections between a Congolese hotel band and the indie-rock scene, Mexican rodeo teens and Israeli techno, and Whitney Houston and the robotic voices in rural Moroccan song, and offers an unparalleled understanding of music in the digital age. Recent projects include Sufi Plug Ins, a free suite of music software-as-art, based on non-western conceptions of sound and alternative interfaces; Room 21, an evening-length composition for 20 musicians staged at the Barnes Foundation; and The Julius Eastman Memorial Dinner, a touring performance piece for grand pianos, electronics, and voice. As DJ /rupture, he has released several critically acclaimed albums and hosted a weekly radio show on WFMU for five years. Clayton’s collaborators include filmmakers Jem Cohen, Joshua Oppenheimer, poet Elizabeth Alexander, singer Norah Jones, and guitarist Andy Moor (The Ex). He is a 2014 New York Foundation for the Arts Nonfiction Literature fellow, a 2013 Creative Capital Performing Arts grantee, and recipient of a Foundation for Contemporary Art artists award. He joined the Music/Sound faculty of Bard College’s MFA program in 2013. Clayton has been an artist-in-residence with the Lower Manhattan Cultural Council, Eyebeam Art + Technology Atelier, and a USC Annenberg/Getty Arts Journalism fellow. Clayton has performed in over three dozen countries, and has given artist talks at a number of museums, universities, and other institutions.