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#AERIAL

 Enrico Boccioletti

 
 

#AERIAL è una diffusione sonora e speed-lecture per voce umana, due sintetizzatori, laptop e video multicanale. Enrico Boccioletti produce tenendo presente l'opportunità costante di ciò che avrebbe potuto essere ma si è scelto di non fare. Nell'atto di far qualcosa, tutte le altre opzioni muoiono, non nate; resta il riverbero, eterno, di ciò che si sarebbe potuto fare, di tutto ciò che hai scelto di non fare. "An accelerated lifestyle. There is no better place to stay than entropy. Le mie mani non arrivano a toccare il viso, non c’è distanza. È infinita. Endless scroll. Scivolo nel vuoto che mi abbraccia. Cado e cado, e ancora. Shoot footage, shoot footage, shoot footage. Just keep shooting, accumulate, layering, multiplexing. Eccomi, l’aria mi lascia passare, cadere, senza tempo. Sono più pesante di lei. Lei è nelle immagini, è nello spreco di tempo, nell’eccesso di dati. Lei è nei cavi sotto l’oceano, è nelle server-farm, in 13000 satelliti, è la sindrome di Kessler. And/or: floating bodies and the impossibility of love in a distraction economy".

#AERIAL is a sound diffusion piece and speed-lecture for human voice, two synthesizers, laptops, and multi-channel video. Enrico Boccioletti produces, keeping in mind that in the act of making something, all other options die – unborn. The constant opportunity of what might have been reverberates, eternally, in what actually becomes factual. "An accelerated lifestyle. There is no better place to stay than entropy. My hands do not touch your face; there is no distance. It is infinite. Endless scroll. Slide into the void that embraces me. I fall and fall, and again. Shoot footage, shoot footage, shoot footage. Just keep shooting, accumulate, layering, multiplexing. Here I am, the air lets me go, to fall, timeless. I am heavier than her. She is in the images, in the waste of time, in the excess of data. She is in the cables under the ocean, in the server-farm, at 13000 satellites; it is the Kessler syndrome. And/or: floating bodies and the impossibility of love in a distraction economy".