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Spangbergianism

 Mårten Spångberg

 
 

Una conferenza-talk che non ha il sapore di carta stampata, politicamente scorretta, pro-attiva, opaca ma non astratta e certamente non vaga, che ha a che fare con la possibilità di produzione artistica in una società di capitalismo onnipresente e con tattiche per scalzare il capitale. Spångberg non riesce a immaginare ambizione minore che quella di cambiare il mondo, anche se sa che è un po' imbarazzante. Attraverso densa teoria e storie divertenti, ci sfida a creare non per l'establishment, non contro, ma qualcosa al di fuori dei discorsi esistenti. Portare l'apocalisse perché almeno c'è un cambiamento, anche se in peggio. Destabilizzare il terreno su cui camminiamo, perché un uomo che inciampa potrebbe incappare su qualcosa di interamente nuovo. Questo è Mårten Spångberg. Un uomo con dei seri progetti per un nuovo paradigma della coreografia, argomentato attraverso il dogma di un suo proprio 'ismo' sul blog Spangbergianism. In breve Spangbergianism avvita, manda al diavolo, butta già tutto il possibile - cosa che fa parte della sua visione fondamentalmente apocalittica, ma: "Non aspettatemi! Non arrivo con soluzioni, proposte, promesse.. niente. Come potrei, cosa pensate? Abbandonate la stupida idea che scriva un blog per convincervi. Siete pazzi? Scrivo per pura e semplice disperazione. Non perché sappia qualcosa, né perché ho qualcosa da offrire." 

This Spangberg's talk has no paper temper, will be politically incorrect, proactive, rather opaque yet not abstract or vague, basically dealing with the possibility of artistic production in a society of omnipresent capitalism and tactics to unground capital. Spångberg can’t imagine a smaller ambition than changing the world, although he knows that is a little bit embarrassing. Through dense theory and trite but funny-ish stories, he challenges us to create work that is neither for the establishment, nor against, but something outside of existing discourses. Bring about apocalypse because at least it’s change even if it may be worse. Destabilise the ground we walk on, because a falling man grasps onto something, but it may be something entirely new. This is Mårten Spångberg. A man with serious plans for a new paradigm for choreography, which he demonstrates through the dogma of his very own ism, Spangbergianism. In short, Spangbergianism screws, fucks, strikes down everything possible – which is all part of its fundamentally apocalyptic vision, but: "Don’t wait for me! I’m not gonna come up with any solutions, no proposals, no promises, no nuttin. How could I, what do you think? Do you live the stupid idea that I write a blog to convince you?"

 

http://spangbergianism.wordpress.com