Ad aprile 2026 Xong collection – dischi d’artista, progetto editoriale di Xing avviato nel 2021 con creazioni originali di personalità legate al mondo della performatività, giunge alla sua forma finale con un cofanetto che raccoglie 19 dischi d'artista su vinile bianco.
Per l’occasione è stato realizzato un mixtape di un’ora che attraversa l’intera collezione.
Xong collection 2021>2026
(da un’intervista di Xing con Vittore Baroni per Blow Up)
“E’ molto tempo che siamo attivi, con un migliaio di artisti sostenuti tra ospitalità e produzioni. Se poi pensi alle esperienze precedenti a Xing, la lista degli artisti con cui abbiamo lavorato si fa veramente lunga. Il progetto Xong collection – dischi d’artista è nato nel 2021, all’ombra del COVID e delle restrizioni di azione che gli artisti - e le organizzazioni - attivi nelle live arts hanno subìto. Quel frangente aveva reso ancora più chiaro quanto chi opera nel campo della performatività avesse la capacità di agire anche su altre piattaforme e dispositivi al di là di un palco o di una scena. I loro linguaggi ed immaginazione potevano a tutto titolo approdare sulla ‘scena del disco’ ed esprimersi attraverso il suono. In parallelo abbiamo avuto voglia di raccogliere una compagine di artisti trasversali con cui avevamo lavorato a lungo, quasi a ricapitolare una geografia e una storia di segni, orientamenti e relazioni condivise con Xing. Quindi la collana di dischi (bianchi, come una pagina vuota) è stata immaginata dal primo momento con una golden list di autori. Circa 25 artisti, per lo più italiani. Non si è trattato per questo progetto di fare scouting, ma al contrario di storicizzare. Dopo venticinque anni di lavoro sul vivente e sul presente. Da questo punto di vista non ci percepiamo come un etichetta, ma come un progetto editoriale a termine.
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Abbiamo scelto il vinile per la sua fisicità. E il fatto che richiede un minimo investimento - di desiderio, di gesto, di vincolo al contesto - da parte dell’ascoltatore. Anche questa è performatività. E poi ricordate la corsa al digitale, all’iperconnessione nel periodo pandemico e post? Era esattamente ciò che non volevamo. Il vinile bianco è un oggetto: a noi sta bene anche che venga appeso a un muro, come un quadro, uno scrigno di suoni. O che finisca inventariato in un archivio. Non ne sappiamo nulla di che cosa accadrà in futuro di tutto ciò che viene continuamente trascritto e riscritto nella nuvola digitale.XX
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Non facciamo documentazione di live: anche nel caso di materiale che proviene da progetti per la scena, c’è un ulteriore processazione. Può sembrare ambiguo parlare di una performatività a priori, forse è la scena assente che si ascolta nei dischi di Xong? Una certa hauntologia, un rimando a un presente che sta svanendo sotto gli occhi – e si riforma nell’ascolto? Xong si dichiara come musica-non-musica, e da questo punto di vista, il margine interpretativo lasciato all’ascoltatore, crea a sua volta uno spazio di performatività ricettiva.
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Ogni storia di un disco di Xong è diversa dalle altre. Anche in termini di ‘genere’ i dischi sono estremamente diversi, essendo dei ritratti di personalità. Stiamo sotto il cappello della sperimentazione o della sound art, in termini di ‘scaffale’: dallo spoken word di Lydia Mancinelli per gli slogan di Marcello Maloberti al noise attivista di Mattin; dalla polifonia micro-linguistica di Alessandro Bosetti, al vernacolare inautentico diInvernomuto; dallo spettralismo di Ilaria Lemmo e Margherita Morgantin, all’hard core di Jacopo Benassi e Kinkaleri; dall’improvvisazione anti-specista di Luciano Maggiore, all’elettroacustica e acusmatica di Valerio Tricoli, di Canedicoda, di Renato Grieco e di Daniela Cattivelli; dalla techno interstellare di Scott Gibbons e Romeo Castellucci, al sound tigrino di Muna Mussie e Massimo Carozzi; dalla poesia surrealista di Giampiero Cane ai travelogue rumoristici arrangiati da Bea Goldoni; dai field recording da camera di Mette & Iben Edvardsen, alla ‘musica di vetro’ di Francesco Cavaliere; dalla musica concreta ed enigmatica di Silvia Costa e Claudio Rocchetti, al paesaggio reincarnato nell’elettronica da scrivania di Luca Trevisani; dall’Urlare Fuori Il Sè di Elvin Brandhi, ai fantomatici brani di musica ‘situazionata’ del programma radiofonico di Michele Di Stefano; per finire con il rumorismo di un’epopea della caduta vissuto e commentato in diretta da Cesare Pietroiusti.“
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Xong Collection Box (2021>2025)
box in plexiglass fumè con logo intagliato, raccoglie 19 LP accompagnati da l’indice della collezione.
Edizione limitata in 20 copie. Stampa su vinile bianco. Ogni disco è numerato a mano.
Artisti: Kinkaleri/Jacopo Benassi, Marcello Maloberti/Lydia Mancinelli, Giampiero Cane/Daniela Cattivelli, Romeo Castellucci/Scott Gibbons, Luciano Maggiore, Margherita Morgantin/Ilaria Lemmo/Beatrice Goldoni, Canedicoda/Renato Grieco, Invernomuto, Mattin, Mette & Iben Edvardsen, Valerio Tricoli, Muna Mussie/Massimo Carozzi, Alessandro Bosetti, Cesare Pietroiusti, Francesco Cavaliere, Luca Trevisani, Silvia Costa/Claudio Rocchetti, Elvin Brandhi, Michele Di Stefano.
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In April 2026, Xong Collection – artist records, a publishing project launched by Xing in 2021 featuring original creations by artists connected to the world of performance, reaches its final form with a box set of 19 records on white vinyl.
For the occasion we present one-hour mixtape that spans the entire collection.
Xong collection 2021>2026
(from a XING interview with Vittore Baroni for Blow Up)
Xong collection – artist records was born in 2021, in the shadow of COVID and the restrictions faced by artists and organizations in the live arts. That moment made it even clearer how those working in the field of performance had the capacity to operate on other platforms a beyond a stage or a physical space. Their languages and imagination could fully expand in ‘The space of the record’ and express through the sonic field. At the same time, we wanted to bring together a heterogeneous group of artists crossing live arts, with whom we had worked extensively, to recapitulate a geography and history of styles, positions, and relationships shared with Xing.
The series of records (white, like a blank page) was conceived from the very beginning with a golden list of artists. About 25, mostly Italian. This project isn't about scouting, but rather about historicizing, after twenty-five years of working on live arts, the ephemerality of presence and the present. From this point of view Xong is not a label, but rather an editorial/publishing project with a term.
We chose vinyl for its physicality. And the fact that it requires a certain investment -of desire, of gesture, of connection to context- on the part of the listener. This, too, is performativity. The white vinyl is an object: it could also be hung on a wall, like a painting, a treasure chest of sounds. Or end up inventoried in an archive. We know nothing about what will happen in the future to all that is continually transcribed and rewritten in the digital cloud.
Xong collection doesn't document live performances: even in case of material from staged projects, there's a further processing. It may seem ambiguous to speak of an a priori performativity. Perhaps what we hear in Xong's records is the absent scene? A certain hauntology, a reference to a present fading before our eyes - and reforming when we listen? Xong declares itself as Music-non-Music, and from this perspective, the room for interpretation to the listener in turn creates a space of receptive performativity.
Every Xong record's story is different. Even in terms of 'genre,' the records are extremely diverse, being portraits of personalities. We fall under the umbrella of experimentation or sound art, in terms of 'shelf': from Lydia Mancinelli's spoken word for Marcello Maloberti's slogans to Mattin's activist noise; from Alessandro Bosetti's micro-linguistic polyphony to Invernomuto's inauthentic vernacular; from the spectralism of Ilaria Lemmoand Margherita Morgantinto the hardcore of Jacopo Benassiand Kinkaleri; from Luciano Maggiore's anti-speciesist improvisation to the electroacoustic and acousmatic sounds of Valerio Tricoli, Canedicoda, Renato Grieco, and Daniela Cattivelli; from the interstellar techno of Scott Gibbonsand Romeo Castelluccito the Tigrinya sound of Muna Mussieand Massimo Carozzi; from the surrealist poetry of Giampiero Caneto the noisy travelogues arranged by Bea Goldoni; from the chamber field recordings of Mette & Iben Edvardsento the ‘glass music’ of Francesco Cavaliere; from the enigmatic musique concrète of Claudio Rocchetti and Silvia Costaand to the landscape reincarnations in Luca Trevisani’s desktop electronics; from Elvin Brandhi’s Shout The Self Out to the phantom pieces of ‘placed music’ from Michele Di Stefano’s radio program; and finally with the noises of an Epic of the Fall experienced and commented by Cesare Pietroiusti.
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Xong Collection Box (2021-2025)
Smoke grey plexiglass box with engraved logo, containing 19 LPs accompanied by the collection index.
Each record is a hand-numbered edition on white vinyl. Limited edition of 20 copies.
Artists: Kinkaleri/Jacopo Benassi, Marcello Maloberti/Lydia Mancinelli, Giampiero Cane/Daniela Cattivelli, Romeo Castellucci/Scott Gibbons, Luciano Maggiore, Margherita Morgantin/Ilaria Lemmo/Beatrice Goldoni, Canedicoda/Renato Grieco, Invernomuto, Mattin, Mette & Iben Edvardsen, Valerio Tricoli, Muna Mussie/Massimo Carozzi, Alessandro Bosetti, Cesare Pietroiusti, Francesco Cavaliere, Luca Trevisani, Silvia Costa/Claudio Rocchetti, Elvin Brandhi, Michele Di Stefano.
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