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In The Carnival Of The Void

una FESTA (addio alle carni) di Simon Vincenzi

10/5/2026 - 10/5/2026
FESTA, Parcheggio della Fiera - Bologna

 

Domenica 10 maggio 2026 alle ore 19 a Bologna, Xing presenta In The Carnival Of The Void, una nuova creazione commissionata a Simon Vincenzi, artista inglese già ospite di Netmage festival e Live Arts Week, per i sotterranei del Parcheggio della Fiera, in Viale della Fiera 14.

In The Carnival Of The Void (un addio alle carni) è il primo evento del progetto FESTA che si svolgerà nel 2026 e 2027 tra Bologna, Torino, Cesena, Riola, Firenze e Milano.
FESTA si articola in commissioni affidate a personalità artistiche per ideare e realizzare ciascuna una tipologia di evento ‘festivo’, un prototipo inteso come momento di sospensione dell’ordinarietà, nei tempi e nei modi.

In The Carnival Of The Void presenta un paesaggio arcano che convoca un tempo antecedente alla conoscenza. Un caos primordiale di possibilità, un abisso sotterraneo dell’incomprensibile.
Questa FESTA inaugurale comincia tra le torri bianche di Kenzo e le antenne di trasmissione della RAI. Lo spazio diventa un luogo d’incontro per lo sconosciuto, una schauplatz della psiche che si nasconde in piena vista. Come sopra, così sotto. Non si può guardare indietro.
In una vasta sala colonnata, illuminata da una finta luce lunare, una danza di rinascita attende di essere invocata. Una danza che si abbandona alle vibrazioni del Big Bang, al cupo boato primordiale del buco nero. Si presenta come un mistero che si rivela allo sguardo. Una possessione vuota che si dichiara in frammenti di significato, testi smarriti e voci rubate. Parla con tono beffardo della granulazione quantistica della materia. Di una nuova realtà. Una processione di detriti e devastazione verso la fine dei tempi e del ritorno.
In The Carnival Of The Void si sacrifica alla propria immagine. Alla morte dell’immagine. E’ contemporaneamente una ricostruzione e una prova generale per un evento passato o futuro. Un’audizione per una differente versione di sé – altrove, completamente. È una celebrazione alla ricerca di ciò che viene celebrato. Una Caosmosi.
In The Carnival Of The Void parla in codice e attende la vostra presenza...

Simon Vincenzi è regista teatrale, coreografo e designer basato a Londra. Le sue produzioni interdisciplinari sperimentano diversi dispositivi scenici (performance, installazioni, video e pagine web) e indagano la rappresentazione, attraverso la presenza, l'immagine, il suono e il linguaggio. Il suo lavoro esplora la memoria e l'oblio, la coscienza e la dissociazione del sé. Tramite queste manifestazioni, che spesso agiscono nell'inconscio, Vincenzi accompagna lo spettatore in un paesaggio incerto e sconosciuto. Con la compagnia Bock & Vincenzi, fondata nel 1999, ha presentato invisible dances… from afar: A show that will never be shown (2003), opera realizzata per essere fruita unicamente al telefono, e The Invisible Dances (2004-2006), opera teatrale in tre atti presentata al Royal Opera House Clore Theatre, Biennale di Venezia, Nott Dance International Festival, Kunstenfestivaldesarts Brussels, Laban Theatre di Londra. Dal 2007 ha dato vita al progetto pluriennale Operation Infinity coinvolgendo la compagnia teatrale Troupe Mabuse. Questo complesso lavoro interdisciplinare costituito da performance, installazioni e video include The Infinite Pleasures of The Great Unknown; Club Extinction; Luxuriant: In The Reign Of Anticipation e King Real Against The Guidelines. La documentazione dal vivo del progetto è permanentemente in vita sotto il nome di A Fugue State of Theatre Hosted On The Internet, on-line su www.operationinfinity.org. Vincenzi è impegnato col progetto a lungo termine The Exquisite Corpses (2019-25), e ha realizzato il progetto di live broadcast FROM THE DEAD AIR ORGY (prima serie: The Song of Silenus a Live Arts Week, Bologna 2019; seconda serie: On The Nature of Things, BAD HOUSE Festival Helsinki e Xing Hole Bologna, 2021); le performance The Quantum Ballet (2024), Despair (2024), Arcane Intermezzo (2024). Pubblicazioni recenti: Some Shadow Plays From The Cave (Condylura05, 2022). Tra le collaborazioni si segnala quella con Barokthgreat per le performance The Origin e Ghost, Follow my feet, weapons!. Attività di insegnamento e tutoraggio: Goldsmiths University, Laban / Trinity Laban, Central St Martins, Queen Mary University of London, Royal Central a Londra; Istituto di Ricerca di Arte Applicata Societas a Cesena; Università IUAV Venezia; training project Il Passo di Romeo Castellucci alla Triennale Milano.
www.simonvincenzi.com

Il progetto FESTA prende spunto da una mostra di eventi immaginata (e mai realizzata) dal critico d'arte Alberto Boatto nel 1976 per la GAM Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Boatto indicava all’arte la possibilità di abitare un territorio sottratto a ogni utilità sociale immediata, dove poter coltivare una testimonianza individuale irriducibile e poeticamente fertile.

Partiamo da una domanda: esiste all’interno della nostra contemporaneità, un uso o per lo meno un’idea della ‘festa’? La risposta non può che avviare un lavoro di ricerca.

Affrontare un tema tanto vasto e stratificato quanto frainteso, abusato e disatteso è forse un azzardo. Dalla feria come pausa dal lavoro alla più banale interpretazione del party; dal pic-nic alla più ambiziosa dimensione adottata dai regimi per celebrarsi o celebrare i propri miti fondativi; dalla parata/parade alle marce di contestazione nella loro codificazione spontanea; dalle feste popolari e devozionali ai rave (ormai divenuti illegali, almeno in Italia); dalla sagra al potlach; dai fuochi epifanici invernali fino alla dimensione più intima delle ricorrenze private o familiari (battesimi, compleanni, matrimoni e funerali), ciò che vorremmo prendere a prestito è solo la convocazione per un (nuovo) appuntamento propiziatorio e non celebrativo, incluso il suo aspetto di ‘spreco’. L’orizzonte del possibile è aperto, anche l’inventarsi nuove scadenze (“l’onomastico di un compagno o di un avversario”).

FESTA 2026-27 non presenta occasioni di svago, ma opere performative pensate per luoghi non connotati funzionalmente che accompagnino uno stare sospesi: tra parentesi e fuori dal cicli operativi e funzionali dell’ordinario. Un cambio (temporaneo) di regime. Una serie di situazioni che si richiamano l’un l’altra, scandite lungo l’arco di un calendario da immaginare.

Xing info
info@xing.it
 
Parcheggio della Fiera
Viale della Fiera 14 - Bologna
(bus 20, fermata Ferravilla)
 
Ingresso gratuito
Non è necessario prenotare

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