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Studio Azzurro

 
 

Studio Azzurro, una vera e propria factory italiana attorno cui ruotano permanentemente una ventina di collaboratori, è un’iniziativa di sperimentazione artistica e produzione video avviata nel 1982 a Milano dall’incontro delle diverse competenze di Fabio Cirifino (fotografia), Paolo Rosa (arti visive e cinema), Leonardo Sangiorgi (grafica e animazione), e arricchita dal 1995 dall’apporto di Stefano Roveda (sistemi interattivi). La ricerca di Studio Azzurro si fonda sull’interdisciplinarietà (video, teatro, cinema, programmi televisivi, alllestimenti e progetti commerciali) orientandosi da subito verso un'integrazione tra l'immagine elettronica e l'ambiente circostante, con l’intento di rendere lo spettatore più possibile partecipe dell'opera, sia essa un’installazione video o uno spettacolo teatrale. In effetti sin da Il nuotatore (1984, Palazzo Fortuny di Venezia), una delle opere più note ed entrate nell’immaginario collettivo come sinonimo di ricerca video, lo spettatore è nelle apparenti condizioni di partecipare all’accadimento, entrando in una vera piscina ricostruita, dentro cui una serie di monitor accostati orizzontalmente restituiscono la performance registrata di un nuotatore che li attraversa senza sosta. A metà degli anni Ottanta, al percorso di Studio Azzurro, sviluppatosi ormai attraverso numerose esposizioni, si aggiunge l'esplorazione dello spazio teatrale con la messa in scena (con Giorgio Barberio Corsetti, incontro storico e fertile della avanguardia italiana di quel bistrattato decennio) dell'opera-video Prologo a diario segreto contraffatto, e in seguito de La camera astratta, commissionata per l'inaugurazione di Documenta 8 a Kassel e Premio UBU 1988. La ricerca di Studio Azzurro si estende successivamente al teatro musicale, attraverso una serie di collaborazioni con Giorgio Battistelli, Luca Francesconi, Piero Milesi e Moni Ovadia (Il combattimento di Ettore e Achille, Kepler's Traum, Delfi, Striaz). A partire da Delfi e con le videoambientazioni Visit to Pompei (1991, Biennale di Nagoya), Il giardino delle cose (1992, Triennale di Milano) e Il viaggio (1993, Fondazione Mudima di Milano), la sperimentazione si arricchisce dell’uso di telecamere agli infrarossi e a raggi X. Nel 1999 la mostra monografica Ambienti sensibili al Palazzo delle Esposizioni di Roma,vede per la prima volta riunite insieme tutte le installazioni interattive di Studio Azzurro (Tavoli, Coro, Totale della battaglia, Il soffio sull’angelo) completate da un’ampia integrazione di disegni e materiali progettuali e dalla pubblicazione del libro Ambienti sensibili, Electa ed., Milano 1999 che si aggiunge, integrandoli, ai precedenti Studio Azzurro-percorsi tra video, cinema e teatro- Electa, 1995 Milano e Mutazioni elettroniche. Le immagini di Studio Azzurro, Linadau, Torino dello stesso annoNel 1999 viene realizzato l’ambiente interattivo Landing Talk, prodotto dall’ICC di Tokio ed esposto alla Biennale Interactive’99, presentato in versione riaggiornata per la prima volta in Italia a Bologna in occasione di Netmage. Dalle prime installazioni interattive, gli ambienti sensibili, caratteristica delle opere è la scomparsa di interfacce e forme di mediazione del quadro e della visione come il monitor. Affidandosi, attraverso il dispositivo della videoproiezione, direttamente alla leggerezza e all’impalpabile suggestione dell’immagine, Studio Azzurro abbandona il proprio immaginario al pubblico, nell’attesa che questo lo faccia proprio rielaborandolo e reinterpretandolo anche performativamente. La tipologia di immagini che accompagna il percorso di Studio Azzurro è soprendente non tanto nella sua spesso evidente classicità di genere (figura umana, ritratto, natura morta, …) quanto nell’imprevedibile effetto di insieme che la partitura dell’opera costruisce, sospesa fra sensazione di altissime tecnologie chissà come nascoste e fruizione elementare, fra il ludico e l’archetipico rituale

www.studioazzurro.com

Studio Azzurro is an artistic studio from Milan, that focuses its research on the expressive potential of new Information Technologies. It was first set up in 1982 by Fabio Cirifino (photography), Paolo Rosa (visual arts and film) and Leonardo Sangiorgi (graphics and animation). In 1995 Stefano Roveda, an expert in interactive systems, joined the group. For over twenty years, Studio Azzurro has been investigating the poetic and expressive potential of technologies that have had such an impact on relations in this age. Through video-installations, sensitive and interactive environments, theatrical performances and films, it has blazed a trail that is now acknowledged worldwide. In addition to experimental work, the groups activities are also tied in with more formative experiences such as the designing of museums and theme exhibitions whose cultural value has been recognised at all levels. In both cases, Studio Azzurro has taken care to create communicative environments that require an active and significant participation on behalf of the spectator who is part of the narrative structure, inspired by a use of multi textual approach and a continuous shift between virtual and real elements.