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Versione

Azdora - Ritual # 11 Glimpses of the other side

 ?Alos, Markus Öhrn

 
 

Le Azdora sono comparse per la prima volta nel luglio 2015 durante il Festival di Santarcangelo. Hanno contagiato Santarcangelo con azioni in luoghi pubblici e tenuto oscuri rituali nel Azdora club per dieci giorni di fila. Dopo l'ultimo giorno del festival, il 19 luglio 2015, sono sparite e andate in letargo. Ora, in un inverno in cui il sole si nasconde e i giorni sono corti, hanno iniziato lentamente la loro trasformazione in uno stadio successivo di esistenza, preparandosi per una nuova discesa su Santarcangelo a luglio 2016. Il 13 febbraio a Raum tra le 21 e le 22.30 potrete sincerarvi del loro stato mentale e dalla fase del processo di trasformazione in cui si trovano esattamente in questo momento: da qualche parte tra due universi.



Il termine azdora, in dialetto romagnolo indica la padrona del focolare, la madre di famiglia, unica responsabile della condotta della casa. Legata alla cura e al mondo tutto femminile cui non è permessa alcuna attitudine distruttiva, l’azdora ha un ruolo di grande potere nelle geometrie familiari, ma non può però permettersi assenze o sentimenti non costruttivi, pena il fallimento dell’economia domestica. A partire dalla figura della azdora, Markus Öhrn ha deciso di conoscere più a fondo e nel loro contesto il carattere reale delle azdore romagnole. Durante una lunga residenza di lavoro a Santarcangelo, Öhrn  ha formato un gruppo di azdore con le quali – e per le quali – ha costruito situazioni performative in cui il loro lato più oscuro e distruttivo potesse finalmente emergere.

Azdora - Ritual # 11 Glimpses of the other side, the transformation process
con Martina Bianchi, Barbara Bugli, Susanna Calandrini, Paola Carlini, Daniela Ceccarelli, Maria Teresa Gnoli, Viviana Gnoli, Susan Theresa Mckelvie, Giuliana Pagliarani, Maria Teresa Polverelli, Monica Polverelli, Fiorella Ricci, Felicia Roca, Iliana Rossi, Alida Santini, Vilma Zaghini
direzione artistica Markus Öhrn
col supporto di ?Alos
produzione Santarcangelo Festival Internazionale del Teatro in Piazza
col supporto di Raum/Xing

 

The Azdora surfaced for the first time in July 2015 during the Santarcangelo Festival. They infected Santarcangelo with actions in the public realm during the days and held obscure rituals in the ”Azdora club” in the evening for ten days in a row. After the last day of the festival on the 19th of July 2015 they disappeared and went into hibernation. Now in the wintertime when the warm sun is hiding and days are short, they have slowly started their transformation into the next level of existence, preparing for a new descent over Santarcangelo Festival in July 2016. On the 13th of February at Raum you can get a glimpse into their state of mind and the stage of transformations process that they are in at this very moment, somewhere between two universes.

In the Romagna dialect, the word azdora refers to the mistress of a house, the mother of a family, the woman in charge, the only person who bears the responsibility of the household. It is a term connected to care and the female world; the azdora is not allowed any destructive attitude and bestowed with high power and authority in the family’s geometries, yet she can’t afford absences or counterproductive feelings as their cost would be the failure of the oikonomia. Markus Öhrn, starting from this figure and as a tribute to his own grandmother, engaged in a deeper exploration of the azdora’s real character in their context. Öhrn gathered some azdore and built with and for them, performative situations, where their dark side could rise.