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Versione

Speak in Tongues

 Zapruder filmmakersgroup

 
 

Speak in Tongues indaga il linguaggio al di della comprensione letterale, in quanto disposizione degli esseri viventi a comunicare con i suoi simili, oltre la parola. Speak in Tongues è una raccolta di immagini e suoni che si aprono al territorio del 'simile'. Ordinati come una raccolta di casi eccellenti e sketch sulla copia e il fac-simile, gli audiovisivi prodotti per Speak in Tongues vengono riproposti da Zapruder come una “Sfinge”, la figura mitologica simbolo del progetto, monumento all’enigma, scultura impassibile e solenne che, da tempo immemore, custodisce il sapere dell’uomo. ZAPRUDERfilmmakersgroup da tempo affianca al lavoro sul set, la ricostruzione di ambienti e dispositivi per la visione dei loro audiovisivi al di fuori della sala cinematografica. 'Cinema da camera' è la sigla del formato con cui è stata diffusa la produzione stereoscopica che il gruppo ha avviato dal 2005. L’esplorazione in 3D ha introdotto nel loro lavoro l’elemento della 'scultura di tempo', della visione che infrange lo schermo e si pone a tu per tu con lo spettatore consegnandosi come enigma che egli solo può interpretare.

Dopo la presentazione a Ferrara come installazione audiovisiva su schermi comunicanti il 17, 18 e 19 gennaio, a Raum il 24 gennaio verrà allestito un ambiente performativo in cui il pubblico potrà muoversi tra molteplici apparati (monitor 3D, oggetti, presenze fisiche). Il progetto complessivo Speak in Tongues gioca su diverse modalità di fruizione che si connotano come differenti dispositivi di interpretazione del lavoro. E’ prevista infine una permanenza negli spazi di Marsèlleria a Milano a marzo, che ospiteranno una terza versione site-specific installativa.

SPEAK IN TONGUES

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(J è svenuta al Louvre davanti alla F)

R: ehi, ehi, non è niente, su, si alzi J, non si è fatta nulla, non è nulla
J: cosa? Chi è J? ...io non la conosco, il mio nome è F.

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C: ...quando la tocco non posso che pensare di prenderla da dietro e sfondarla
K: ...continui la prego ...continui...

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(davanti ad un cadavere all’obitorio)

C:...ma questo qui non è mio marito! Non so chi sia.

P: ma come! come può essere? Se non è lui ... chi è?

C: non è R. non vede? Lei lo conosceva bene, non è lui, io non lo riconosco
C: ...ma...a me sembra proprio lui.

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V:...ma io ti amo così tanto da non vedere che te
M: Non devi amarmi così tanto sennò rimarrai cieco, amore.

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O: ...Ok... qui vedo una grande F... sono due C però questo è rovesciato, un C...
D: Mhm...bene, ora mi parli ancora di lei.