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Versione

Elle court dans la poussière, la rose de Balzac

 Yves-Noël Genod

 
 

prima italiana

Il concetto di partenza è: niente, nessuna 'tecnica', anche minimale, nel luogo nudo dell'Off. Nessuna macchina, ma il poema dell'incontro dell'incontro... (Y.N.G.)

Il nuovo spettacolo di Yves-Noël Genod è di una scompostezza già percepibile nel titolo: Elle court dans la poussière, la rose de Balzac (Lei corre nella polvere, la rosa di Balzac), assolutamente esaltante. Sarebbe presuntuoso chi volesse cogliere in poche frasi questo oggetto coreografico fuori norma; e sgradevole chi, non sapendo come trattarlo, lo disdegnasse. Sarebbe come rifiutare l'idea stessa di libertà, poiché è in nome della libertà (merce ormai così rara) che tre fantastici interpreti - un uomo, un bambino e una donna - si impossessano dello spazio. Uno spazio grezzo e cosparso di accessori improbabili (due grossi topi di gomma, una parrucca, una zucca, una palla da bowling...) che, seppur per due secondi, interpretano un ruolo attivo. Cosa succede in tutto ciò? Saltellano,  fanno soliloqui, cantano (frammenti di L.F.Céline  verso la fine), parlano,  divagano,  pensano e  danzano, in breve: fanno chiasso in tutti i modi.
L'aspetto apparentemente spontaneo di questo giocoso frastuono è il risultato di un lavoro ostinato - le scintille dell'improvvisazione non produrrebbero un grande fuoco senza il supporto della precisione. Rigorosamente bizzarro Elle court dans la poussière, la rose de Balzac sembra un corso di patafisica dal quale si esce increduli e felici.
Elle court dans la poussière, la rose de Balzac  
con Marcus Vigneron-Coudray, Marlène Saldana, Yves-Noël Genod
regia Yves-Noël Genod
produzione Menagerie de Verre - Paris - Festival Les Inaccoutumés 2006 - Objet chorégraphique contemporain

italian première

The working concept is: nothing, no 'technique', however minimal, in the exposed world of Off. No machine, only the poem of the meeting of meeting... (Y.N.G.)

The new performance of Yves-Noel Genod is a discomposure already clear in the title: Elle court dans la poussière, la rose de Balzac (She runs in the dust, the rose of Balzac), above all thrilling. It would be presumptious to sum up this unusual choreographic object in just a few words, or dismiss it from a lack of ideas of how to treat it.  It would be as if refusing the idea of liberty itself, since it's in the name of liberty (by now so very rare) that three marvellous actors - a man, a child and a woman - impose themselves on space, a space that's rough and devoid of unlikely accessories (two large rubber rats, a wig, a pumpkin, a bowling ball...) that, even if only for two seconds, play active roles. What's happening in all this?: they jump, perform soliloquies, sing (fragments from the L.F. Céline toward the end), speak, ramble, think and dance. In other words: make all kinds of noise.
The spontaneous aspect of this playful racket results in an obstinate work - the sparks of improvisation would not produce a great fire without the support of precision. Rigorously bizzare, Elle court dans la poussière, la rose de Balzac seems to be a course in pataphysics from which egress the incredulous and the delighted.

Elle court dans la poussière, la rose de Balzac 
with Marcus Vigneron-Coudray, Marlène Saldana, Yves-Noël Genod
concept, direction Yves-Noël Genod
production Menagerie de Verre - Paris - Festival Les Inaccoutumés 2006 - Objet chorégraphique contemporain