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Une Belle Enfant Blonde / A Young, Beautiful Blonde Girl

 Gisèle Vienne

 
 

Basato sui testi dello scrittore inglese Dennis Cooper, realizzato con il contributo di Catherine Robbe–Grillet e l'intervento musicale dal vivo di Peter Rehberg, Une Belle Enfant Blonde è l’acclamato lavoro di Giséle Vienne, artista francese con un passato come marionettista e un presente come coreografa. 
Lo spettacolo, che coinvolge attori in carne ed ossa e manichini, completamente giocato sulla seduzione dello sguardo, della danza e l'evocazione testuale, è un lavoro di ricerca scenica sul concetto di 'perturbante', che chiama in causa le nozioni di corpo naturale e artificiale, animato e inanimato.
Oscillando tra i generi sessuali, il corpo immaginato da Gisèle Vienne è intermediario tra il mondo reale e l'alterazione fantasmatica. Con grande artigianato questa giovane artista mette in scena l'abisso dei sensi conducendo lo spettatore nell'erotismo dell'illusione, verso zone di massima libertà al di fuori di ogni morale.
Una sala d’attesa (o se vogliamo un luminosissimo salotto) è l’ambiente in cui i personaggi danno vita all'ipotetica ricostruzione di un avvenimento, forse un crimine, prima secondo uno svolgimento lineare, poi seguendo una voluta illogicità. Ad assistere un gruppo di manichini, bambole a grandezza naturale vestite da adolescenti; sulla scena danzano una bellissima donna nuda e un uomo in abiti femminili, dall’identità ambigua e fluttuante. Il tutto si svolge sotto gli occhi severi di un’istitutrice. 
 
La marionetta quindi, l'attore, il danzatore: tre incarnazioni distinte, tre differenti proiezioni del protagonista teatrale e del genere, maschile e femminile, che scardinano la rappresentazione lineare e univoca del reale proponendo ambigui slittamenti tra realtà e fantasia.
In uno spazio segnato non da limiti fisici ma da sguardi, gesti (danzati e recitati) e voce, si svolge quest’allegorica variazione sul tema del corpo, dell’identità e del desiderio, che trova la propria chiave di volta nella bambola. Le bambole in questo spettacolo rappresentano un antagonista drammatico: sempre presenti in scena ma inanimate, sono di fatto il simbolo dell’assenza e del vuoto, spiriti disincarnati o feticci su cui è proiettato il desiderio e su cui, allo stesso tempo, si annulla.
La ricostruzione del crimine, in cui gli interpreti, le bambole e gli assenti oscillano tra personaggi reali e fantasmi, viene rimessa in questione da errori logici nell'ordine naturale della narrazione. I personaggi vivono ciascuno la propria esperienza che li porta a riconsiderare immaginazione e realtà in una rappresentazione infinta che viene modificata ad ogni ripetizione. Dalle molteplici ripetizioni scaturisce l'ossessione e il vuoto e nella relazione tra le figure emerge sempre più chiaramente la devianza interna man mano che si manifestano in un ambiente rigidamente organizzato.
Per  Une Belle Enfant Blonde Dennis Cooper ha scritto un testo autobiografico, recitato da Catherine Robbe-Grillet, che improvvisa inserendo elementi anche biografiaci. Jonathan Capdevielle è il protagonista in abiti femminili, dalla personalità scissa e ambigua, che si interroga sulla propria morte. Anja Röttgerkamp, straordinaria danzatrice, rivela pian piano un incontenibile voyeurismo. I tre performer entrano in scena recitando dei testi che sono stati affidati ai loro personaggi, ma presto sfuggono al 'ruolo' immettendo le proprie ossessioni, fantasie e riflessioni sulla relazione tra erotismo e morte.
 
uno spettacolo ideato da Gisèle Vienne

in collaborazione con, e messo in scena da 
Jonathan Capdevielle, Catherine Robbe-Grillet, Anja Röttgerkamp 

testi Dennis Cooper e Catherine Robbe-Grillet

musica Peter Rehberg

bambole Raphaël Rubbens, Dorothéa Vienne-Pollak, Gisèle Vienne
costumi Simone Hoffmann
 
produzione DACM. coproduzione Festival d’Avignon, Bonlieu-Scène nationale d’Annecy, 
Emilia Romagna Teatro Fondazione, Centre choréographique national de Franche Comtè (Belfort)