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I-box (Bologna)

 Antonio Tagliarini, Luca Trevisani

 
 

Arrivo in un luogo, una città, un paese, un centro abitato… mi guardo intorno e poi comincio ad avvicinare persone di diverse età e le invito a partecipare a un breve processo artistico. Con loro faccio un percorso esperenziale che prelude l’incontro con un pubblico, il momento "spettacolare della performance, nella quale queste persone, per la prima volta in vita loro si trovano ad essere guardate-osservate-applaudite. I-box vuole essere una ricerca sul continuo tentativo dell’individuo di definirsi, costruirsi, determinarsi di fronte a stesso e agli altri e allo stesso tempo l’incertezza del proprio corpo, della propria identità, dello stare nelle cose. (A. Tagliarini)

L'idea di Antonio Tagliarini è di creare un 'solo coreografico' per tutti, innescando un meccanismo performativo che tenta di riflettere sulla democratizzazione dell’arte e sulla presenza. Un kit con le regole del gioco e le istruzioni d’uso da seguire viene distribuito alle persone coinvolte per creare ciascuna, all'istante, la propria performance. Quello che si va costruendo non è una casa pre-fabbricata, ma il manifestarsi di un individuo, di una soggettività che permette di riflettere e di giocare, di rendere visibile e far emergere la persona nello spazio dell'accadimento e nell'incertezza dell'esecuzione. I-box è un progetto nomade che agisce sul territorio dove si ferma. Da aprile 2006 ad oggi si è sviluppato in diversi paesi europei (Germania, Polonia, Austria, Portogallo, Belgio e Italia) col supporto di APAP - Advanced Performing Art Project.

con Elena Morgante, Luca Ghedini, Marco Lunardi, Alessandra Frisan, Shakira Pagan