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Versione

Rebus per Ada

 Fanny & Alexander

 
 

Prototipo di cinema da camera (in 16 mm).

Rebus per Ada, scheggio cinematografica del progetto Ada, cronaca familiare, ispirato all’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov, è un gioco di enigmi in forma di ossessivo sogno attraverso il romanzo Ada.

L’immagine del sogno, del resto, è proprio fatta di pieni e vuoti, come un enigma, un rebus. L’artista che si proponga di collocare lo spettatore al centro di quell’allucinazione elaborata in cui ci si trova proprio durante il sogno, o almeno di ricordargliela in modo davvero persuasivo, è al contempo un enigmista e un ipnotizzatore: suo compito è quello di portare la percezione ad un livello incondizionato di resa. Al risveglio il sogno apparirà come un linguaggio cifrato, e il suo aspetto di crittogramma sarà suggerito dal racconto stesso, ma solo nell’istante preciso che precederà il risveglio. Il potere del gioco ha esaurito le sue risorse ipnotiche, ed ecco che l’altro gioco entra in gioco: il gusto infinito della congettura. E’ qui che lo spettatore diventa autore del suo stesso sogno, e lo fa attraverso il peculiare attraversamento di un romanzo, Ada, cronaca familiare. Dopo aver terminato quel racconto che procede veramente per enigmi, s’accorgerà che, fin dal principio, non si trattava che del racconto del suo stesso sogno, e che quel racconto lo aveva già misteriosamente trasportato sul ciglio estremo della finale congettura, infine, che, per essere veramente vissuto come enigma, necessitava proprio e solamente di quel buco periferico e centrale, di quel preciso lato mancante che lui stesso era ed è.

 

Rebus per Ada  è stato realizzato  con la consulenza enigmistica di Stefano Bartezzaghi e prodotto in collaborazione con il  Premio di Produzione Riccione TTV.