Venerdi 18 settembre 2026 alle ore 18, sino alle 21.30, alla Fondazione Merz di Torino, Xing presenta Le ultime fabbriche rimaste in lontananza intonano gospel ripetitivi... , una nuova produzione commissionata a Riccardo Benassi, artista e teorico della scena mediale europea già coinvolto più volte da Xing a partire dagli anni ‘2000.
Le ultime fabbriche rimaste in lontananza intonano gospel ripetitivi... (camera ardente per Internet) è il secondo evento del progetto FESTA che si svolgerà nel 2026 e 2027 tra Bologna, Torino, Cesena, Riola, Firenze e Milano.
FESTA si articola in commissioni affidate a personalità artistiche per ideare e realizzare ciascuna una tipologia di evento ‘festivo’, un prototipo inteso come momento di sospensione dell’ordinarietà, nei tempi e nei modi.
Le ultime fabbriche rimaste in lontananza intonano gospel ripetitivi… tenta di tracciare l’arco della vita di internet, dal suo atterraggio negli anni '90 come upgrade della linea telefonica casalinga - alla sua supposta fine, iniziata in punta di piedi sul precipizio pandemico… come se fosse necessario tornare al momento in cui ha abitato i nostri quartieri per mettere a fuoco come abita i nostri corpi. Allestire una camera ardente per Internet è una festività intesa come coltivazione dei presupposti necessari affinché ci sia qualcosa per cui valga la pena festeggiare.
Il sottosuolo di Fondazione Merz verrà abitato dai Tecnosistemix, inediti altorilievi vibranti che astraggono e inventano la forma dell’infrastruttura tecnologica del sistema globale delle telecomunicazioni tingendo l’ambiente sia di malinconia industriale che di esuberanza da assenza di interfaccia. Attraverso un’azione dilatata di perpetua manutenzione i Tecnosistemix suonano - coagulano musicalmente nell’aria una forma di spiritualità̀ raggiunta per via tecnologica, un malfunzionamento del nostro sistema sensoriale indotto da una verità̀ sostitutiva e di sintesi che flirta con l’ipnosi. E visto che l’essere umano stana la vita anche dove non c’è, dal brusio melodico germoglia la voce - si fa saggio fenomenologico e diario impersonale, ma solo per poi tornare a confondersi con un accenno di acufene.
Riccardo Benassi, artista originario di Cremona, vive e lavora a Berlino, Bergamo e online. Utilizza testo e suono per mettere in discussione i limiti della tecnologia da una prospettiva esistenzialista, implementando un linguaggio poetico in installazioni ambientali, video-saggi, performance e interventi spaziali realizzati per commissioni pubbliche e private. La sua pratica si è distinta negli anni per un approccio multidisciplinare che riflette sull’impatto delle tecnologie nella nostra quotidiana relazione con lo spazio e le persone, e su come esse abbiano radicalmente alterato le strutture abitative e l’organizzazione del reale, dall’architettura alla politica, così come nella produzione e nel consumo di cultura. Benassi ha spesso collaborato con le sottoculture degli anni '90, ed è stato una figura chiave della scena musicale underground. Altrettanto attivo nel campo visivo, ha utilizzato i nuovi media con particolare attenzione alla crescita espressiva della generazione dei millennial, diventando per loro un riferimento sia nella teoria che nell’applicazione pratica. Il suo lavoro è stato presentato al MAXXI di Roma (2025); Museion di Bolzano (2024); Museo della Permanente di Milano (2024); Palazzo Grassi / Punta della Dogana, Venezia (2023); Fondazione ICA Milano (mostra personale, 2023); MAXXI L’Aquila (2022); GAM di Torino (2022); ar/ge kunst, Bolzano (2022); Macro di Roma (2022); Biennale de l’Image en Mouvement, Ginevra (2021); MoCA di Taipei, Taiwan (2021); ZKM | Zentrum für Kunst und Medien di Karlsruhe (mostra personale, 2020); Centre d’Art Contemporain Genève (mostra personale, 2019); Galleria ZERO... di Milano (2019); Künstlerhaus Bethanien di Berlino (mostra personale, 2016). Tra i progetti speciali si segnala Morestalgia (2020) curato e prodotto da Xing, con il sostegno di Italian Council. Benassi è stato finalista del MAXXI Bulgari Prize 2024. Dal 2013 Riccardo Benassi è professore di Sound Design presso il Politecnico delle Arti di Bergamo e, dal 2019, docente di Arti Visive presso NABA a Milano Ha pubblicato Letters from the Passenger Seat with No One at the Wheel (Mousse Publishing, 2010), Biefly, Ballare (Danilo Montanari, 2012), Attimi Fondamentali (Mousse Publishing, 2012), Sicilia Bambaataa (NERO Publishing, 2015), Morestalgia (NERO Publishing, 2020), Daily Dense Dance Desiderio (Distanz Publishing, 2023).
www.riccardobenassi.info
Il progetto FESTA prende spunto da una mostra di eventi immaginata (e mai realizzata) dal critico d'arte Alberto Boatto nel 1976 per la GAM Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Boatto indicava all’arte la possibilità di abitare un territorio sottratto a ogni utilità sociale immediata, dove poter coltivare una testimonianza individuale irriducibile e poeticamente fertile.
Partiamo da una domanda: esiste all’interno della nostra contemporaneità, un uso o per lo meno un’idea della ‘festa’? La risposta non può che avviare un lavoro di ricerca.
Affrontare un tema tanto vasto e stratificato quanto frainteso, abusato e disatteso è forse un azzardo. Dalla feria come pausa dal lavoro alla più banale interpretazione del party; dal pic-nic alla più ambiziosa dimensione adottata dai regimi per celebrarsi o celebrare i propri miti fondativi; dalla parata/parade alle marce di contestazione nella loro codificazione spontanea; dalle feste popolari e devozionali ai rave (ormai divenuti illegali, almeno in Italia); dalla sagra al potlach; dai fuochi epifanici invernali fino alla dimensione più intima delle ricorrenze private o familiari (battesimi, compleanni, matrimoni e funerali), ciò che vorremmo prendere a prestito è solo la convocazione per un (nuovo) appuntamento propiziatorio e non celebrativo, incluso il suo aspetto di ‘spreco’. L’orizzonte del possibile è aperto, mentre gli artisti interpellati per FESTA stanno già preparando nuove scadenze insolite: da un Addio alle Carni, a un convegno di gente che non ha più bisogno dell’Arte; da una camera ardente per Internet ad una Festa del tintinnio errante..
FESTA 2026-27 non presenta occasioni di svago, ma opere performative pensate per luoghi non connotati funzionalmente che accompagnino uno stare sospesi: tra parentesi e fuori dal cicli operativi e funzionali dell’ordinario. Un cambio (temporaneo) di regime per una serie di situazioni che si richiamano l’un l’altra, scandite lungo l’arco di un calendario da immaginare.
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Fondazione Merz
Via Limone 24 – Torino
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Ingresso gratuito
Non è necessario prenotare