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Se Sentir Vivant

 Yasmine Hugonnet

 
 

Se Sentir Vivant è una performance della coreografa svizzera Yasmine Hugonnet. Per la prima volta a Bologna, Hugonnet, porta una danza che è un processo di derive tra diversi strati di senso in cui lo spazio diventa uno strumento elastico, e il tempo si dilata come una superficie flessibile, con umorismo e una delicata originalità. Le stanze di Palazzo Vizzani, che fu una dimora storica, accolgono questa danza che abita per una sera nel silenzio di una casa vuota ricreando l'intimità di una musica da camera.

 

Cosa parla in noi quando parliamo? Come parlare del luogo da cui si parla? Si tratta di trovare una parola prima delle parole: quella che viene dal peso di un corpo, che sale nel respiro, articola i gesti e attraversa l'intero corpo. Arrivati nel mezzo del cammino della nostra vita, quando una mattina ci troviamo piantati davanti allo specchio del bagno, cosa possiamo fare per sentirci vivi, per fare di nuovo il primo passo, compiere un nuovo gesto, cantare una nuova canzone? Possiamo toccarci o guardarci. Ma dove è il sè del 'sentirsi vivi'? Qui nella materia corporea o lì nell'immagine? Una voce interiore inizia a risuonare, ma è dallo specchio che parla. Ecco una smorfia: chi ha iniziato? 

 

Se Sentir Vivant ci immerge nel momento presente, facendoci viaggiare nell’intimità di una catena di piccoli segni che emanano l’uno verso l’altro in un flusso di figurazioni. Trasformazioni: un volto che parla immobile, un corpo che ospita una molteplicità di voci. Ogni parola è portata da un gesto, che la conduce dal respiro alla voce, e la sostiene. Il gesto è nella parola come il corpo è una presenza continua nel pensiero, nella bocca, nella memoria. E’ immaginabile una voce della pancia o degli occhi, una voce della mano o delle ossa, come vibrazioni su corde inaudite?

 

Se Sentir Vivant

ideazione, testo, interpretazione Yasmine Hugonnet

musicalità Mickael Nick,

sguardo esterno Mickael Nick, Audrey Gaisan

ricerche Marhieu Bouvier

costume Karine Dubois

produzione Arts Mouvementés

coproduzione Arsenic - Centre d’art scénique contemporain

col sostegno di Canton de Vaud, Loterie Romande, Ville de Lausanne, Pro Helvetia - Fondation suisse pour la culture, Fondation Nestlé pour l’Art, Migros Vaud. Résidences Arsenic - Centre d’art scénique contemporain - Lausanne (CH), Théâtre Sévelin 36 - Lausanne (CH), La Briqueterie - CDC du Val de Marne (FR) Prêt de studios Centre Culturel Suisse - Paris (F), Centre National de la Danse - Pantin (F), Ménagerie de Verre - Paris (F), Studio Le Regard du Cygne - Paris (F), Les Laboratoires d’Aubervilliers (F)

 

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Se Sentir Vivant is a performance by the Swiss choreographer Yasmine Hugonnet. Invited for the first time in Bologna, Hugonnet presents, with humor and a delicate originality, a dance that is a process of drift and dissociation between different layers of meaning, in which space becomes an elastic instrument, and time expands like a flexible surface.The rooms of the Palazzo Vizzani, that was a historic residence, welcome a dance that lives for an evening in the silence of an empty house, recreating the intimacy of chamber music.

 

What speaks in us when we speak? How to speak of the very place where it speaks in us? It is a question of finding a word before the words: the one that comes from the weight, the one that goes up in the breath, articulates the gestures, and ventriloquises the whole body. Arrived in the middle of the path of our life, when we lost the right way in a dark forest, or planted one morning in front of the mirror of the bathroom, what can we do to feel alive, to make again the first step, make a new gesture, push a first song? We can touch or look at each other, but where is the ‘myself', in 'feeling myself alive'? Right here in the body-paste, or right there in the picture? A voice inside starts to ring but it is in the mirror that she speaks. A grimace comes: who started?

 

Se Sentir Vivant is an immersion in the present moment. It makes us travel in the intimacy of a chain of small signs that emanate towards each other in a flow of figurations. Transformations: a face that speaks immobile, a body that houses a multiplicity of voices. Every word is carried by a gesture, which leads it from breath to voice, and supports it. The gesture is in the word as the body is a continuous presence in thought, in the mouth, in the memory. Is it conceivable a voice of the belly or eyes, a voice of the hand or bones, like vibrations on unheard-of cords?

 

Se Sentir Vivant

concept, text, performance Yasmine Hugonnet

musicality Mickael Nick,

external eye Mickael Nick, Audrey Gaisan

research Mathieu Bouvier

costumes Karine Dubois

production Arts Mouvementés

coproduction Arsenic - Centre d’art scénique contemporain

col sostegno di Canton de Vaud, Loterie Romande, Ville de Lausanne, Pro Helvetia - Fondation suisse pour la culture, Fondation Nestlé pour l’Art, Migros Vaud. Résidences Arsenic - Centre d’art scénique contemporain - Lausanne (CH), Théâtre Sévelin 36 - Lausanne (CH), La Briqueterie - CDC du Val de Marne (FR) Prêt de studios Centre Culturel Suisse - Paris (F), Centre National de la Danse - Pantin (F), Ménagerie de Verre - Paris (F), Studio Le Regard du Cygne - Paris (F), Les Laboratoires d’Aubervilliers (F)