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Scholomance (II)

 Dana Michel, Cristina Rizzo, Nico Vascellari, Silvia Costa, Prurient

 
 

"Dovendo qui parlare di tempeste, devo altresì menzionare la Scholomance, o quella scuola che si è supposto esistesse da qualche parte nel cuore delle montagne, dove tutti i segreti della natura, il linguaggio degli animali e le parole magiche e gli incantesimi possibili, vengono inscenati dal diavolo in persona. Solo dieci scolari alla volta vi erano ammessi, e quando il ciclo di insegnamento era terminato, e solo nove sarebbero tornati a casa, il decimo scolaro era trattenuto dal diavolo come pegno.."  (Emily Gerard - Transylvanian Superstitions)

Scholomance (II) è una vasta scultura di forma e dimensione variabile. Costruita combinando elementi industriali e naturali -acciaio e fusioni in bronzo- ospita un happening esteso dove performance, suoni, discorsi e azioni, sono accomunati dall'interesse che gli artisti qui convocati da Nico Vascellari esprimono per l'investigazione sulla natura nelle sue molteplici forme. Come in una foresta, dove la sedimentazione di materiali eterogenei dà vita ad un processo di mutazione autoindotta, ci troviamo immersi in una rumorosa confusione produttiva. Le immagini e i suoni generati durante l'happening sono documentati da dispositivi audio e video agganciati alla scultura. La documentazione in presa diretta mescolata con materiali da Scholomance (I) -coni di luce ed emissioni sonore- viene utilizzata all'interno dell’ambiente da cui è presa, concepito come un organismo che come tale cresce, si modifica, vive e muore nello stesso tempo. Scholomance rappresenta la nuova ambiziosa scommessa di Nico Vascellari, un oggetto sospeso: un amalgama ambientale di artificio mimetico e allusivo abitato dalla presenza e il differimento di segnali, suoni, bagliori e interazioni uomo-animale. Scholomance tenta la creazione di uno scenario immaginifico, tratto dalla stratificazione delle culture popolari, tra ispirazioni folkloriche, correnti underground e videogames.

un progetto di Nico Vascellari

performers Prurient, Cristina Kristal Rizzo, Silvia Costa (con i suoni di Nicola Ratti), Dana Michel, Costante Biz, Coro Alpino RC, Luigi Ontani e Nico Vascellari
regia video Carlos Casas
produzione BDC-Bonanni Del Rio Catalog e Codalunga
con il sostegno di Fonderia Artistica Battaglia e Neon Lauro
rendering environment Elvio Del Monte

strutture allestimento RES.CO Restauri e Costruzioni

presentato col sostegno di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna

As I am on the subject of thunderstorms, I may as well here mention the Scholomance, or school supposed to exist somewhere in the heart of the mountains, and where all the secrets of nature, the language of animals, and all imaginable magic spells and charms are taught by the devil in person. Only ten scholars are admitted at a time, and when the course of learning has expired and nine of them are released to return to their homes, the tenth scholar is detained by the devil as payment, and assists him in ‘making the weather’..” (Emily Gerard - Transylvanian Superstitions) 

Scholomance (II) is a large sculpture of variable dimensions and forms. Constructed by combining industrial and natural elements - steel and bronze castings - it plays host to an extended happening with performance, sounds, speeches and actions by artists here invited by Nico Vascellari according to their common researches on nature in its many forms. The piece immerses in a noisy productive confusion resembling a forest where the sedimentation of heterogeneous materials creates a self-induced mutation process. The images and sounds generated during the happening are documented by camera and audio recorders installed directly on the sculpture. The documentation (light and sound emissions) remain as part of the sculpture and are played both visually and audibly within the environment from which it is taken. The sculpture was conceived as an organism and as such it grows, modifies, lives and dies at all the same time. Scholomance is the new ambitious proposition by Nico Vascellari; it is a suspended object, an environmental amalgam of allusive artifice and camouflage, inhabited by present and deferred signals, sounds, glows, and human-animal interactions. Scholomance aims to create an imaginative scenario, drawn from the layering of popular culture that includes folk inspirations, underground currents and videogames.