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Aural Tools

 Enrico Malatesta, Stefano Pilia, Attila Faravelli

 
 

Aural Tools, progetto nato un anno e mezzo fa, consiste in una serie di multipli il cui scopo e' documentare il lavoro di alcuni musicisti non attraverso la pubblicazione di dischi (cd, cassette o vinili) ma piuttosto indagando modi e processi specifici (materiali e concettuali) attraverso cui produrre suono. Ne nascono degli oggetti (in serie limitata e numerata di circa 50 esemplari) in grado di restituire una specifica relazione tra suono, spazio e ascoltatore. Il minimo comun denominatore di tutti i multipli e' la convinzione che il suono sia un atto, non un oggetto di contemplazione. E' l'azione stessa di ascoltare da parte di un corpo in uno spazio-tempo tanto specifico quanto impossibile da determinare in maniera assoluta. Gli Aural Tools sono oggetti fatti in modo tale che un ascoltatore ascolti se stesso nell'atto di produrre suono, e nell'atto di ascoltare. Il processo di realizzazione dei tools passa innanzi tutto attraverso schizzi e prototipi, oggetti grezzi ricavati in maniera  estemporanea a partire da materiali immediatamente disponibili (si tratta spesso di oggetti di uso quotidiano la cui funzione e' declinata in senso sonoro). Il grado di complessità costruttiva dell'oggetto, in questa fase, non e' cruciale; che si tratti di un elastico utilizzato per generare impatti, di una radio non sintonizzata oppure di una applicazione gratuita per smartphone che incorpora dei suoni; di questi 'abbozzi' viene valutata soltanto la capacità di stimolare uno spazio a reagire sonoramente, la loro specifica modalità di abitare acusticamente un luogo e i meccanismi di azione-reazione esercitati rispetto al corpo della persona che li agisce.

Sono state realizzate ad oggi quattro tirature: Trifoglio, Aural Tools #1, dispositivo ideato da Attila Faravelli che va ascoltato tenendolo in mano come se fosse un libro; Freie Aerophone, Aural Tools #2, nato in collaborazione con il contrabbassista Matija Schellander ispirandosi al rombo, antichissimo strumento che funziona in maniera sorprendentemente analoga alle modalità d’uso del contrabbasso utilizzate dal musicista austriaco; Bilia, Aural Tools #3, sviluppato insieme al percussionista Enrico Malatesta e dalle sue indagini intorno all'orizzontalita' del gesto percussivo; Blind Box, Aural Tools #4 che risponde all'esigenza, da parte di Stefano Pilia, di documentare alcune composizioni utilizzando un amplificatore per chitarra delle dimensioni di un pacchetto di sigarette.