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Dance #2

 Christine De Smedt, Eszter Salamon

 
 

performance, prima italiana

Dance #2 è la prosecuzione del duo Dance #1/Driftworks che Salamon e De Smedt hanno creato nel 2008. La performance si basa sull'invenzione di un linguaggio comune e la sua applicazione dal vivo, attraverso una serie di azioni che alternano gesto e verbalità. Dance #2 cerca di estendere le potenzialità di relazione tra due performer attraverso un nuovo linguaggio ibrido, una coreografia formata da parole/negoziazione che si confronta con i limiti della comunicazione. Le voci e i gesti sciolgono, complicano o interrogano le situazioni che le due danzatrici producono. La coabitazione dello stesso spazio tra spettatori e performer, vita a un paesaggio diffuso di corpi.

A Live Arts Week la performance si articola in due parti: listening & mouthing, e words & gestures.

Listening & mouthing è un discorso composto di sincronie in cui le parole (di)vengono attraverso le ripetizioni e le modulazioni. Qui, voce e significato assumono una fisicità potente mentre la coreografia corporea è ridotta al viso.

Words & gestures costruisce invece il piano di comunicazione a partire dalla distanza spaziale. E' un linguaggio gestuale in cui le parole vengono composte da sillabe assegnate a varie parti del corpo. Questo gioco è una macchina del linguaggio in cui i suoni, i segni mimici, il senso e i significati si sfidano l'un l'altro. Seguendo questo ping-pong di domanda e risposta anche gli spettatori possono giocare tra . Un gioco che può essere paragonato all'esperienza condivisa dell'invenzione di un linguaggio a due attraverso l'apprendimento, che è l'effetto collaterale, e poetico, di ogni relazione artistica e amorosa. Quest'invenzione formale apparentemente assurda si contamina con temi pseudo sociali e politici. Ma lo sforzo di trascendere affermazioni idiote o naif appare difficile, o solo divertente.

coreografia & performance Eszter Salamon & Christine De Smedt
produzione Le Kwatt, Eszter Salamon & Christine De Smedt

performance, italian première

Dance #2 continues Dance #1/Driftworks, the duet that Salamon and De Smedt created in 2008. It focuses on one of the principles explored in the earlier duet: the relationship between movement and voice. Dance #2 attempts to extend potentialities of relation and communication between two performers mixing bodily gestures and words in a new hybrid language. For the performance at Live Arts Week, De Smedt and Salamon will present two of the three parts of Dance #2: listening & mouthing, and words & gestures.

Listening & mouthing is the transformation of language following its phonic aspect. It is a carefully composed speaking by synchronisation, where words (be)come by repetition and modulation. Here, voice and meaning gain a powerful physicality while the bodily choreography is almost reduced to the face.

In words & gestures the two protagonists construct a communication from the spatial distance that separates them. In a gestural language words are literally composed from syllables assigned to various body parts. This game is a language machine where the sound, bodily sign, meaning and sense of hybrid word-gestures challenge each other. Spectators, while watching this ping-pong of ‘question and answer’ become involved in the game they could possibly play themselves. The game could be compared with inventing by learning a language together, which is the poetic by-product of any artistic and love relationship at the same time. The apparently absurd formal invention gets contaminated by some pseudo social political concerns. But the effort to transcend naïve or idiotic statements appears difficult, or just funny.

coreography & performance Eszter Salamon & Christine De Smedt
production Le Kwatt, Eszter Salamon & Christine De Smedt