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Village Oblivia III

 Invernomuto, Sunburned Hand of the Man

 
 

produzione Netmage 09

Village Oblivia è un progetto di Invernomuto strutturato in tappe. Si tratta di un villaggio nomade insediatosi per la prima volta a Bologna (Raum, 2008), in seguito a Forlì (Crisalide, 2008) e giocato sulla durata estesa - tredici ore, l'arco di una notte -, sull'accoglienza di contributi autoriali esterni e sulla scansione di accadimenti performativi, sonori e artistico-visivi (installazioni). La sua traiettoria, attraverso una deviazione spontanea a Milano sotto forma di studio/insediamento provvisorio (Oslavia, 2008/2009), giunge a Netmage 09 abitando, lungo l’arco di tre giorni, uno spazio parallelo del festival. Come fosse il villaggio ideale degli immaginari, Village Oblivia rappresenta letteralmente un’altra dimensione: apparentemente invisibile e senz’altro segreta, ma sempre percepibile e costantemente evocata. É da lì, infatti, che sgorgano due 'colate', come fossero flussi lavici di comunicazione possibile fra mondi: da un lato, un ambiente che ospita un live media in collaborazione con la band statunitense Sunburned Hand of the Man, articolato su quattro canali video; dall'altro, un substrato denso di sonorità, di musiche e di miscele alchemiche diffuso ininterrottamente e udibile negli interstizi di palinsesto del festival.

Village Oblivia is a project of Invernomuto structured in stages. Taken from a nomad village established for the first time in Bologna (Raum, 2008), followed by Forlì (Crisalide, 2008) and in an extended version - thirteen hours, the span of an entire night -, a collection of externally authored contributions on the scanning of performative events, audio and artistic visuals (installations). Their trajectory, through a spontaneous deviation in Milano in the form of a provisional studio/settlement (Oslavia, 2008/2009), joins Netmage 09 by occupying, over a period of three days, a space parallel to the festival. As if it were the ideal village of the imagination, Village Oblivia literally represents another dimension: apparently invisible and entirely secret, while always perceptible and constantly evoked. It is from there, in fact, that two 'gospels' gush, as if they were lava flows of possible communication between worlds: on one hand, an environment that hosts live media in collaboration with the American band Sunburned Hand of the Man, articulated in four channel video; on the other, a dense substrate of sound, music and alchemical potions, diffused uninterruptedly and audible in the interstices of the palimpsest of the festival.