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Corpo sottile il libro

 Myriam Gourfink, Jérôme Bel, MK, Kinkaleri, Xavier Le Roy

 
 

Al di delle diverse estetiche, il lavoro dei coreografi Jérôme Bel, Xavier Le Roy, Myriam Gourfink, Kinkaleri e MK parte dalla centralità del corpo come 'luogo instabile della ricerca': il corpo semiotico di Jérôme Bel, dai nudi griffati del suo Jérôme Bela gli abiti-scritte di Shirtologie sotto il segno di un umorismo minimale; il corpo osmotico di Xavier Le Roy, archivio di imprevedibili metamorfosi, repertorio di una contemporaneità in cui si fondono organico e inorganico; il corpo non lineare di Myriam Gourfink, in cui la lentezza ipnotica del gesto crea nuovi dispositivi spaziali e sonori; il corpo icona di Kinkaleri, crocevia di flussi di pensiero in bilico tra mito e anonimato; il corpo ottuso di MK, simulacro glamour spossessato e decostruito con viscerale estraneità. Corpi evanescenti e radicali nello sfuggire alle trappole seducenti della coreografia e nel mandare in frantumi le consuete divisioni tra generi e discipline. Destabilizzare, sovvertire, attraversare zone di transizione e di indefinitezza praticando forme di straniamento spaziale, acustico e corporeo, inventando nuove tipologie di movimento e di rapporto con lo spettatore: queste le coordinate di un’arte fuori formato che indaga con lucidità lo scenario contemporaneo. 

Spostate le frontiere della creazione, questo libro rileva nuovi equilibri nelle arti della scena internazionale,  indicando prospettive che vanno al di là dello specifico campo della coreografia e che aprono squarci verso altri ambiti (la musica, le arti visive, il comportamento…).

Dopo gli sguardi introduttivi di Silvia Fanti - curatrice del libro e fondatrice di Xing, network di promozione culturale impegnato nella progettazione di manifestazioni dedicate alle esperienze spettacolari più innovative (non a caso Corpo sottile è anche il titolo del festival che tre anni fa ha ospitato i cinque artisti in questione) - e di Jean Marc Adolphe - direttore della rivista francese Mouvement, diventata in poco tempo un punto di riferimento internazionale sugli “indisciplinati” -, il volume presenta i profili dei tre artisti francesi (Jérôme Bel, Xavier Le Roy e Myriam Gourfink) e dei due gruppi italiani (Kinkaleri e MK). Ogni sezione monografica è scandita da materiali teorici degli artisti, da una conversazione con un interlocutore critico che ripercorre l’intero itinerario creativo dell’intervistato di turno (Gerald Siegmund, Dorothea von Hantelmann, Laurent Goumarre, Andrea Lissoni e Fabio Acca), e da un ampio apparato iconografico. In appendice teatrografie, biografie e bibliografie, costituiscono uno strumento prezioso per orientarsi nel paesaggio in continua metamorfosi delle nuove arti della scena.