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Versione

Life Kills

 Massimiliano Nazzi

 
 

installazione produzione Xing/Netmage 11 prima assoluta

Massimiliano Nazzi, cerca di ritagliare uno spazio, un limbo in cui rifrangere il resto degli eventi del festival. "Nascita desacralizzata e ridotta a mera produzione di popolazione, di esseri, di elementi. Infanzia e giovinezza passate ad attendere smaniando il momento di diventare produttori di gesti vuoti ed antifunzionali. L’arbitrio e la magia della scelta, la pochezza delle possibilità e la riproducibiltà tecnica delle personalità. Le infinite possibilità che l’individuo si vede di fronte, e le stesse che se viste appena da un po’ più distante, cessano di apparire diverse e diventano interscambiabili e irrilevanti." Questi gli elementi evocativi di Life Kills, percorso installativo - quasi un rito misterico - che Nazzi ha approntato per le retrovie superiori di palazzo Re Enzo, tra cortile d'accesso, corridoi improvvisati e sottotetto. Un percorso suddiviso in una serie di passaggi abitati da singolari presenze, confluenti in destinazioni circolari. In una schermata didattica suddivisa analiticamente da arcate a tutto-sesto si affacciano degli elementi che si muovono arbitrariamente in direzioni apparentemente casuali. L’attenzione per l’azione singola lascia presto il posto ad una percezione diffusa di caos piatto, ritmato solo dallo scorrere del tempo e dell’inesorabile. Poi un luogo di produzione industriale, che lavora meccanicamente e senza tregua. Solo dalla vetrata, come in maternità, il pubblico può vedere i neonati. Piccoli organismi ancora informi con desideri e impulsi, che aspettano in fila di essere messi in batteria a compiere il rituale delle scelte obbligate, e poi destinati a una morte che si presagisce dall’inizio, in una storia che viene raccontata dalla fine.

installation production Xing/Netmage 11 world premiere

Massimiliano Nazzi tries to edit space, a limbo in which to refract the other events of the festival. "Born from the sacred and reduced to the mere production of populations, of beings, of elements. Infancy and youth pass, to wait yearning for the moment of becoming the producer of empty and useless gestures. The will and the magic of the choice, the scarcity of the possibility and technical reproducibility of personality. The infinite possibilities that the individual sees ahead, and those seen in the near distance, cease to appear diverse, become interchangeable and irrelevant." These are evocative elements of Life Kills, along the lines of an installation - almost a mysterious rite - which Nazzi has prepared for the rear zones of Palazzo Re Enzo, between the entry courtyard, improvised corridors and the ceiling. A course subdivided in a series of passages inhabited by singular presences, flowing in circular destinations. In a didactic screen shot, subdivided analytically by rounded-arches arcades, the elements face each other, moving arbitrarily in apparently chance directions. Attention to a single action soon renders the place a diffused perception of flat chaos, marked only by the passage of time and the inexorable. Then a site of industrial production, working mechanically non-stop. Only from the window, as in a maternity hospital, can the public view the newborn. Tiny organisms, as yet unformed by desires and impulses, that wait in line to be placed in show to complete the ritual of required choices, then destined to a death anticipated from the beginning, in a story told from the end.