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Down Time / Taxonomy / Everything

 Tim Etchells

 
 

Tim Etchells presenta tre nuovi lavori che indagano la relazione fra testo e immagine. Si tratta in questo caso di tre esempi di esplorazione della memoria attraverso un sottile gioco fra tempo reale e tempo della registrazione video. Un processo di traduzione del pensiero in parole. La voce del performer assente cerca - a partire dalle immagini filmate - di descrivere e ricostruire i propri pensieri in silenzio o i discorsi mai fatti. Dato che i "sé" delle immagini restano vuoti e compresi in se stessi, legati a quei precisi momenti del passato, la voce prova a ricostruire il tempo che scorre nel continuum di un'unica lunga sequenza, creando una narrazione frammentata di ricordi, illazioni e dimenticanze.

In Down Time il viso dell'autore in primo piano può essere letto nei minimi dettagli: gli scivolamenti di attenzione, i fastidi, i tic, i movimenti degli occhi come molti altri aspetti del pensiero, leggibili ma impenetrabili.
"Il processo di  indovinare o 'leggere' i percorsi del pensiero è duplicato dato che io stesso leggo la mia faccia in silenzio: una scheggia del mio passato e dei miei ricordi viene scrutata. Down Time parte dalle istruzioni che mi sono dato di 'pensare agli addii'. Al di là di questo e del preparare la video camera non ho fatto nient'altro. Trascorsi i 10 minuti di riprese di me che penso davanti alla camera ho cercato di ricostruire la sequenza dei miei pensieri. Poi ho guardato il video più volte e ho cercato di fare una mappa dei pensieri a partire dall'immagine, risistemando la sequenza dei miei appunti perché evidentemente la mia memoria non corrispondeva con il girato."
Analogo procedimento per Taxonomy (Death Stories) con Franko B e Everything.

Tim Etchells presents three new works that investigate the relationship between text and image. Down Time is an exploration of memory, the play between real and recorded time and the process of translating thought into language. In the piece ten minutes of silent image of the artist’s thinking face is projected. It is accompanied by a commentary recorded by the artist after-the–fact, in which he attempts to describe the unfolding narrative of his thoughts.  By definition this task of reading is impossible. Conjecture and remembering create an intriguing dynamic between the congruity/incongruity of image and text and provide a hook for a confessional story-telling that is fragmentary and elliptical.
With the artist’s face filmed in close-up Down Time focuses even more sharply on thinking, the face being read in detail for shifts of attention, discomforts, tics, eye movements and the many other readable-yet-ultimately-impenetrable signifiers of thought. In Down Time the process of guessing or ‘reading’ thought process is doubled since here it’s my own silent face that must be read, a slither of my own past and my memory of it that must be scrutinised.”
A similar process has been used for Taxonomy (Death Stories) with Franko B and Everything.