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Versione

Soundtoys

 Bip_Hop, Paul Farrington/Tonne

 
 

Sviluppato da Studio Tonne e distribuito dalla etichetta francese BiP_Hop, Soundtoy è un software che consente di utilizzare una interfaccia visiva per arrangiare elementi sonori in un processo che si avvicina molto alla composizione musicale. Studio Tonne ha invitato alcuni musicisti (Hakan Lidbo, Scanner, Si-Cut-DB..) ad utilizzare il software, e da questa serie di esperimenti è nata la collezione Soundtoy: un cdrom che rappresenta uno dei migliori esempi degli ultimi anni di soundgames interattivi e di progetto multimediale per piattaforma personal. Fa parte di una serie non lunga ma comunque cospicua, di esperimenti di costruzione di ibridi che stanno tra l’interfaccia ludica (il videogame), il software, l’opera multimediale.
La possibilità che elementi visivi corrispondano a suoni, che la loro disposizione in uno spazio consenta la predisposizione di una partitura automaticamente eseguita dal computer, la facilità e l’assoluta intuitività del processo “compositivo”, hanno un certo fascino che consiste nella determinazione di un processo musicale e compositivo, partecipativo, aperto e costantemente cangiante. Si tratta in effetti di una delle forme di attualizzazione, forse la più comprensibile anche per i non addetti ai lavori, di una dominante della produzione visiva e sonora nate dalla rivoluzione elettronica e digitale: l’idea di un processo in perenne mutazione, mai concluso, e dominato dal concetto di ‘versione’ piuttosto che da quello di ‘opera’.
Un’idea che ha alle sue spalle una lunga elaborazione novecentesca, a partire dal grande progetto modernista del serialismo, e decisamente interna al paradigma elettroacustico; approda negli ultimi anni, inscrivendosi in quella sottile frontiera che separa lo strumento (il software) dall’atto del suo utilizzo (il suonare) come momenti ormai facenti parte di un unico indistinguibile.
La sua attualizazione in forma di gioco, tema che attraversa in vari modi il programma di Netmage 04, non dovrà fare storcere il naso pensando che originariamente il terreno ludico era il medesimo di molte pratiche cultuali e culturali; molte lingue, non quella italiana, ne tengono traccia (to play) e la tavola di gioco non è molto distante dai ‘table’ di elaborazione elettronica con i suoi sistemi di regole, di variabili e di non insensata limitazione dei range di scelta.

Has been developed by Studio Tonne and distributed by the French label BiP_Hop. Soundtoy is a software package that allows the use of a visual interface to arrange sound elements in a way which comes very close to composing music. Studio Tonne invited some musicians (Hakan Lidbo, Scanner, Si-Cut-DB..) to use their software and the Soundtoy  collection CD is the result of this series of experiments. The CD represents one of the best examples in recent years of interactive soundgames, multimedia projects for personal platforms.
It certainly makes up part of a conspicuous, though not extensive series of experiments in constructing hybrids which stand between the game interface (the videogame), the software, and the multimedia work.
The possibility that the visual elements will correspond to sounds and that their placement in space will allow the computer to automatically arrange a musical score, has in effect a certain charm that consists in the definition of a musical process that is compositional, participative, open and constantly changing, given the ease and  absolute intuitiveness of the  ‘compositional’ process.
Effectively it is a form of ‘realization’, maybe the most understandable even for those from outside the field. It is a leading factor in sound and visual production born out of the electronic and digital revolution. The idea of a process as a never ending, perennial mutation, that is dominated by the concept of version rather than by that of a work.
An idea which has a long 20th century development history behind it, starting from the great modernist project that was serialism, which was decidedly inside of an electro-acoustic paradigm. It has made an name for itself in the last few years, inscribing itself in that thin divide that separates the instrument (the software) from the act of using it (the playing ) as moments by now making up part of an indistinguishable whole.
It’s appearance in the form of a game is a theme that criss- crosses Netmage 2004’s programme in various ways. It shouldn’t make us turn up our noses to think that originally the terrain of games was the very same for many religious and cultural practices. There are traces of this in many languages (to play), though not in Italian, and the gaming table isn’t very far from the electronic data processing ‘table’ with it’s systems of rules, of variables and a not senseless limitation in the range choice.

http://www.studiotonne.com/